|
DAL 22 MAGGIO AL 31 OTTOBRE 2010
Riproposte Udine: incisioni, disegni e dipinti al Castello Se Giambattista fa i capricci
U dine è stata prediletta da Giambattista Tiepolo e dal figlio Giandomenico: dal duomo al castello al palazzo patriarcale, gli edifici maggiori della città conservano tracce importanti del loro genio. Non poteva che essere Udine, dunque, a prender l' iniziativa di raccogliere ed esporre tutta insieme la serie formidabile dei 35 capricci tiepoleschi all' acquaforte, accompagnati da disegni e da dipinti che ai soggetti delle incisioni si collegano. Da noi un vezzo tristanzuolo vuole che l' incisione sia considerata una tecnica minore, un po' di risulta rispetto a pittura e scultura. Ebbene, proprio la passione che il Tiepolo mette nel genere, e la qualità che ne spreme, basterebbero a convincere del contrario. E poi, pensiamo a quel tempo: per stare solo a Venezia, la generazione di Tiepolo è quella di grandi pittori, e insieme incisori, come Canaletto, Piazzetta, Guardi, di geniacci come Marco Pitteri e Giuliano Giampiccoli che traducono sulla lastra le pitture più famose, di tipografi come Giambattista Albrizzi e Giambattista Pasquali che ne fanno libri, mentre nella vicina Bassano del Grappa i Remondini danno lavoro a un migliaio di persone sui loro 42 torchi da stampa, in una sorta di produzione industriale ante litteram. L' incisione è arte a larga diffusione, ma arte vera, in cui i maestri maggiori si esercitano con passione e qualche volta con un talento che in pittura non appare così limpido. Tiepolo, di suo, trova nell' acquaforte il mezzo ideale. Ama il segno rapido, nervoso, immediato, senza cautele e intenzioni meditate, che pare un vento che scompagina le figure nell' atmosfera, con forte effetto teatrale. È veloce per natura, tanto da affermare: «Concepire, disegnare, intagliare non è che un istante per me». E ama i capricci, immagini libere fra il curioso, il paradossale, il grottesco, in cui, in assenza di temi stabiliti dal committente, l' artista può dar libero sfogo alla propria vena inventiva, ai propri umori bizzarri, ai propri estri, passando da soggetti di vita umile a simbologie oscure, ai limiti dell' esoterico, dalla scenetta banale alla visione vagamente surreale. I disegni posti a confronto dicono che spesso Tiepolo torna sul soggetto in generale, o su dettagli particolari, passando dall' una all' altra tecnica: e vista la freschezza delle incisioni, non c' è da scommettere che sempre sia il disegno a precedere l' acquaforte, e non piuttosto il contrario. GIAMBATTISTA TIEPOLO FRA SCHERZO E CAPRICCIO Udine, Castello di Udine, sino al 31 ottobre. Tel. 0432 /14717 RIPRODUZIONE RISERVATA
Gualdoni Flaminio
Pagina 43 (30 maggio 2010) - Corriere della Sera
|