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La mostra si terrà dal 25 settembre 2010 al 6 marzo 2011
Si intitola "La malinconia" questo dipinto eseguito nel 1894 da Munch e che apparirà sul manifesto della mostra. Villa Manin cambia atmosfere artistiche nel 2010. Dai colori caldi degli impressionisti passerà a quelli che raccontano lo spirito del Nord. E, come raramente è accaduto finora in Italia, a Passariano sarà così possibile immergersi nel contesto culturale che ruotò attorno al grande Edvard Munch (1863-1944), il norvegese fra i massimi esponenti del decadentismo ed espressionismo. Un'occasione straordinaria per conoscere questo artista, famoso soprattutto per il dipinto L'urlo, i paesaggisti scandinavi e i maestri del Nord Europa. Come è stato annunciato ieri, si terrà dal 25 settembre 2010 al 6 marzo 2011 la mostra intitolata Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento, ma in precedenza (come è avvenuto quest'anno con l'esposizione dedicata a Giuseppe Zigaina), esattamente dal 27 marzo al 29 agosto la villa ospiterà l'omaggio a Dino, Mirko e Afro Basaldella, con una raccolta di 150 opere dei tre grandi fratelli udinesi. Il calendario prevede pure una serie di eventi collaterali, tra cui una personale di Trento Longaretti, una collezione di Alessandro Papetti, le domeniche del collezionismo di antiquariato e la Triennale europea di incisione, mentre continuerà l'esposizione delle sculture di pietra nel parco, a cura del circolo Il Faro. Previste anche due sorprese di cui nulla si sa ancora, a parte il fatto che riguarderanno il progetto di "internazionalizzazione" di Villa Manin. Munch. La mostra sarà un evento unico, secondo il curatore Marco Goldin, responsabile di "Linea d'ombra", che l'organizza, perché permetterà di capire «chi è Munch, dove e come è cresciuto culturalmente e perché è diventato così. Sappiamo ancora poco di questo genio. Conosciamo solo L'urlo, che non è più prestabile in seguito al furto subìto». Sarà proposta una serie di 120 opere, di cui 40 di Munch «per una sua mostra nella mostra». Dieci saranno di Vilhelm Hammershoi e il resto di danesi, norvegesi, svedesi e finlandesi. «Hammershoi era fino a poco tempo fa sconosciuto, nonostante i suoi bellissimi interni polverosi - ha commentato Goldin -, ma dagli anni Novanta sta avendo una fortuna straordinaria in tutto il mondo». I talenti del Nord. «La mostra vuole narrare il rapporto tra uomo e paesaggio nei paesi del Nord Europa - ha spiegato Goldin -, un rapporto disorientante, che da un lato invita a non perdersi nel cosmo e a guardare l'immagine della natura e dall'altro spinge invece a farlo». Per il manifesto dell'esposizione è stato scelto il dipinto La malinconia, del 1894, che rappresenta «una figura immersa nel paesaggio». I Basaldella. In mostra da fine marzo ci sarannno 150 opere, metà delle quali di Afro, con tre inediti, e l'altra metà ripartita tra Dino e Mirko. A distanza di più di 20 anni dalla mostra del 1987 nella Galleria d'arte moderna di Udine tornano dunque in Friuli, per un'esposizione ampia, le opere dei tre scultori e pittori udinesi, prestate da musei e collezioni private della regione e di tutta Italia. «La mostra avverrà in un momento particolare - ha detto Goldin, che la cura insieme a Giuseppe Appella e Fabrizio D'Amico - perché nel 2009 ricorre il centenario dalla nascita di Dino, nel 2010 quello di Mirko e nel 2012 di Afro». Non ci sarà solo il catalogo, ma anche «un registro bio-bibliografico curato da tre giovani ricercatori: Lara Conte, Bruna Fontana e Gianni Schiavon». La ripresa. Nel presentare le due grandi mostre del prossimo anno e gli altri eventi, ieri il presidente della Regione, Renzo Tondo, ha pure fatto il punto complessivo della situazione. «Giungiamo al termine di un anno in cui Villa Manin è ripartita - ha detto - grazie alle iniziative di altissima qualità che abbiamo proposto, a dimostrazione che la scelta di assecondare una politica di forte significato culturale, economica e sociale ha funzionato». Se la mostra dedicata ai Basaldella porterà alla luce lavori inediti, quella su Munch sarà un vero e proprio colpaccio, proprio per la sua unicità in Italia», ha poi fatto notare il commissario dell'Azienda speciale Villa Manin, Enzo Cainero. Promozione. La scelta di proporre autori scandinavi non è casuale. «Questi paesi sono potenzialmente interessati alla promozione turistica del Friuli Vg - ha detto l'assessore alla cultura Roberto Molinaro - e fedeli alla nostra idea di internazionalizzazione ci spostiamo appunto verso il Nord Europa». La Regione, intanto, sembra aver già catturato il pubblico dell'Europa a noi vicina con la mostra attuale dedicata agli impressionisti, arrivata a 50 mila visitatori. «Una rassegna di assoluto livello, molto coerente con la politica di aggressione dei mercati per diffondere l'immagine regionale - ha commentato ancora Tondo - tanto è vero che se l'Italia nel 2009 ha perso il 4,4% nel turismo, il Fvg ha aumentato dell'1,1 gli arrivi e del 3,3 le permanenze».
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